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Difesa dal rumore negli edifici

L’importanza della difesa dal rumore negli edifici
a cura di Deborah Rizzo

Legno: Difesa dal rumore negli edifici

Il 25 novembre scorso si è tenuto presso il Collegio S. Carlo di Milano il convegno “Acustica negli edifici. Acustica risolutiva e applicativa per abitazioni e locali pubblici” organizzato da Coverd, in collaborazione con Spectra. L’incontro è servito. a fare il punto sulla situazione dell’acustica in architettura, dal quadro legislativo in continuo movi- mento agli aspetti più moderni della tecnica applicativa per abitazioni e locali pubblici.

Quando si parla di rumori domestici si fa molta confusione tra. l’isolamento dal rumore che arriva per via aerea e il calpestio, che si trasmette solo per via solida sotto forma di vibrazioni. Tale confusione rende difficilmente applicabile l’insieme delle cose e mette in difficoltà gli operatori del settore. Questo è il problema posto da Bruno Abrami, consulente di acustica e vibrazioni, affinché questi decreti importanti per il benessere delle persone diventino operativi è necessario che i Comuni adottino ciascuno un proprio regolamento attuativo. Fin’ora solo il Comune di Catania ha provveduto.
Del panorama normativo, dominato dalla Legge Quadro sull’inquinamento acustico n. 447 del 1995 (alla quale si rifà il Dpcm 5/12/97 sui requisiti acustici passivi degli edifici) hanno parlato anche Simona Invernizzi e Manolo Spadotto, tecnici competenti in acustica ambientale presso l’ Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) di Monza. l loro interventi hanno sottolineato in modo particolare l’importanza della sensibilizzazione dei progettisti alle problematiche dell’acustica ambientale. Un progetto presentato per assicurare un risparmio energetico è stato presentato da Graziella Antoniotti, presidente della cooperativa “Bovisa 90” e “La Casa Ecologica”.
Dell’importanza della vivibilità degli edifici ha voluto parlare anche don Aldo Geranzani, rettore del Collegio San Carlo e dunque padrone di casa nell’auditorium insonorizzato da Coverd che ha ospitato il convegno. Negli ultimi anni la domanda del mercato immobiliare si è orientata verso una produzione di qualità maggiore rispetto al passato. Ne ha parlato il geometra Maurizio Sabbadini, direttore del Consorzio Cooperative lavoratori di Milano.
L’architetto Cristina Bernasconi, tecnico competente in acustica ambientale, ha evidenziato come l’acustica sia entrata di diritto nella progettazione, al punto da costituire un fattore discriminante nella scelta delle strutture edili, dell’organizzazione dell’edificio rispetto al contesto e dell’organizzazione interna. Sulla stessa falsariga, con particolare attenzione alla scelta delle strutture e dei materiali, sono stati gli interventi degli architetti Guido Brighi e Marco Lucchini, entrambi autori di progetti importanti.

Mai più progetti senza “Acustica”
Quando si “inventa” e si costruisce una casa si innesca un continuo tira e molla con lo spazio; ma è meglio rinunciare à qualche millimetro a vantaggio di un buon isolamento climatico e acustico piuttosto che trovarsi a dover intervenire con correttivi in seconda battuta. Tanto più che oggi esistono materiali per ogni tipo di intervento e che con la giusta consulenza quasi tutti gli obiettivi di comfort acustico, in ogni caso quelli previsti dalle reggi vigenti, possono essere raggiunti. L’importante è agire per tempo, con un progetto che tenga conto di tutte le variabili necessarie a rendere davvero un edificio vivibile.

Il comfort acustico visto dall’utente
La Cooperativa Bovisa 90 ha presentato “La Casa Ecologica” che, a partire dalla fondazione nel 1989 e da quanto previsto dallo statuto, ha scelto di costruire la casa per i propri soci secondo i criteri della bioarchitettura. Una casa che fosse ben inserita nel territorio, che recuperasse un’area fortemente degradata e abbandonata da anni, che utilizzasse materiali non tossici, riciclabili, che avesse un basso impatto ambientale, che salvaguardasse la salute degli abitanti, che si dotasse di impianti a basso consumo energetico.
Particolare attenzione per la salvaguardia della salute fu data al problema dell’inquinamento acustico e per questo fu affrontato in fase di progettazione.
L’ edificio è a circa 100 metri dalla ferrovia e nella strada sulla quale si affaccia transita un autobus.
Il progetto prevedeva la posizione dell’edificio sull’asse est-ovest con le facciate principali esposte a nord-sud. A nord sono state posizionate le cucine, i servizi sanitari e le camere da letto. A sud i soggiorni e una/due camere da letto. Per favorire il risparmio energetico si è partiti dalla convinzione che fosse indispensabile una buona esposizione dell’edificio per beneficiare dell’energia solare.

Per combattere l’inquinamento si è utilizzato un sistema di muro perimetrale di circa 35 centimetri di spessore con interposto isolamento in sughero di 5 centimetri di spessore; sono stati “fasciati” i pila- stri in cemento armato con panno e sughero, si è posto un “foglio” di sughero di 1 centimetro di spessore sotto a tutti i tavolati interni e su tutti i pavimenti. Si sono inoltre messi infissi esterni in legno di douglass spessore 65 millimetri con doppi vetri di diverso spessore: 5 millimetri quello esterno e 4 millimetri quello interno. Il sistema di riscaldamento è di tipo centralizzato a pavimento con pannelli radianti a bassa emissione di calore.

Correzione Acustica
Comfort acustico e comfort di vita: due risultati in uno per gli ambienti pubblici. Bisogna eliminare il riverbero acustico negli edifici e fare di un edificio un luogo di vita il più possibile consono alla sua funzione, tenendo conto di tutti gli aspetti che concorrono alla buona fruizione e di conseguenza al miglioramento della qualità di vita degli utilizzatori. Comfort acustico, dunque, ma non solo. In un ambiente di vita ottimale i suoni, i colori, i disegni e la qualità dei materiali devono “giocare” insieme.
È il “campo riverberante”, in base alla sua ampiezza, che fa proseguire la percezione di un rumore anche dopo lo “spegnimento” della sorgente che l’ha creato. A causa di ciò le parole e i suoni “positivi” arrivano distorti al nostro udito, mentre aumenta la sensazione di rumore, cioè di quello che le nostre orecchie percepisco come fastidio. Se si prende in considerazione un ambiente frequentato da molte persone, ad esempio una scuola, le conseguenze sono evidenti: alterazione delle comunicazioni, in quantità e qualità e reazioni negative al rumore, come difficoltà di concentrazione, aggressività, irritabilità, agitazione e fatica. La protezione dal rumore negli edifici (dall’esterno verso l’interno e dall’interno verso l’esterno) si coniuga sempre con la qualità sonora. Questo è vero in qualsiasi tipo di ambiente, ma assume un’importanza particolare nei locali pubblici e negli ambienti dove sono necessarie condizioni acustiche eccezionalmente curate (sale di registrazione e/o doppiaggio, studi radiotelevisivi, sale prove, aule per lezioni di musica).

Consigli utili
A chi sta acquistando un’abitazione si può consigliare di non andare a visitare l’immobile la domenica mattina. Può infatti capitare che una casa splendidamente silenziosa il giorno festivo si ritrovi investita di immissioni fastidiose durante la settimana oppure la sera tardi, a causa delle vibrazioni prodotte da un’attività produttiva al piano terreno o del rumore antropico dovuto all’assembramento di molte persone nelle vicinanze.
Se si vuole avere un’idea chiara di cosa si va a comperare sono consigliabili più visite e almeno una durante la settimana in orario di lavoro. Un ottimo sistema è quello di richiedere al venditore la certificazione che la casa che si sta acquistando presenta immissioni (da rumore, temperatura, luce…) al di sotto del limite giurisprudenziale della “normale tollerabilità” previsto dal Codice civile. Negli Stati Uniti avviene regolarmente qualcosa di simile: ci sono tecnici che misurano le immissioni nelle case in vendita e poi rilasciano un certificato, in mancanza del quale l’abitazione risulta difficilmente vendibile.
In Italia siamo ancora lontani da questa situazione, ma nulla vieta anche a noi di richiedere la certificazione sulle immissioni a chi ci sta vendendo l’immobile. Superata la sorpresa del venditore saremo sicuri di aver concluso un buon affare.